
Rimane ancora in mare Green Dragon, distante più di trecento miglia dal traguardo, che viaggia a velocità ridotta a causa dei problemi allo strallo di prua (sostituito con una drizza) e di alcune fratture alle zone prodiere dello scafo (riparate provvisoriamente). Ha invece abbandonato la tappa Delta Lloyd, che a causa di alcune crepe strutturali riscontrate dopo la tempesta di sabato, ha fatto rotta su Taiwan poche ore dopo Ericsson 3, anch’esso ritiratosi insieme a Telefonica Black.
Le ultime miglia di navigazione per i primi tre scafi della lista non sono state dure come quelle percorse nello Stretto di Luzon, ma non si sono rivelate prive di difficoltà. Qingdao, infatti, si è presentata con lo stesso scenario di sette mesi fa, durante le Olimpiadi. Una fitta nebbia, venti leggeri e instabili, e tanti detriti da evitare sono stati ancora una volta i principali nemici dei velisti che, rispetto a quelli impegnati nelle regate a cinque cerchi, hanno dovuto combattere con temperature molto più rigide.
La nuova classifica generale vede Telefonica Blue ridurre il proprio distacco nei confronti di Ericsson 4 da 5,5 a 3,5 punti. Rosicchia un po’ di terreno anche Puma, distante adesso 7 lunghezze dalla vetta. I prossimi appuntamenti saranno fondamentali per il futuro della regata transoceanica. La In-Port Race di Qingdao e il lunghissimo trasferimento (con due scoring gate) dal porto cinese a Rio de Janeiro (12.000 miglia) potrebbero cambiare le carte in tavola. Anche perchè ci sarà un certo Capo Horn da affrontare.
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