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Nel golfo del Messico si è aperto un cratere di fuoco in mare

Un incidente ad un gasdotto durante una trivellazione nel golfo del Messico ha aperto un cratere di fuoco in mare

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La notizia è passata in sordina tra i media mainstream, ma in Messico lo scorso 2 luglio è successo un evento piuttosto grave divenuto di pubblico dominio solo negli ultimi giorni. Un gigantesco di fuoco si è aperto al centro del Golfo del Messico, dove era all’opera una petroliera che stava realizzando una trivellazione in cerca di nuove fonti petrolifere.

La causa del rogo improvviso, che ha bruciato per numerose ore nonostante l’intervento dei soccorsi, sembra essere stata la perforazione di un gasdotto che apparteneva alla stessa compagnia petrolifera messicana, la Pemex, della nave che stava trivellando.

L’incendio era posizionato nelle acque al largo dello Yucatan, visibile anche da terra. Sono state necessarie molte ore e diverse imbarcazioni per riuscire a contenere le fiamme di quella che sembrava la scena di un film.

La compagnia ha dichiarato che non ci sono stati feriti, e questa è certamente una buona notizia, ma non sono ancora chiari i danni ambientali causati dall’incidente.

“Il fatto spaventoso accaduto nel Golfo del Messico mostra al mondo che le trivellazioni offshore sono sporche e pericolose — ha dichiarato la Dottoressa Miyoko Sakashita, direttrice del programma oceanico del Center for Biological Diversity. – Questi orribili incidenti continueranno a danneggiare il Golfo se non interrompiamo una volta per tutte le trivellazioni offshore”.

Un fatto che apre degli interrogativi ulteriori sulla pericolosità e le modalità molto invasive non lontano dalle coste di questi prelievi di materie prime dai fondali marini.

Solo un altro dei fronti aperti in tema dei danni ambientali che l’uomo causa all’ecosistema marino.

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