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sabato 28 novembre 2020

Nave italiana salva 3 naufraghi in Atlantico

La Glenda Meryl, nave di proprietà del gruppo D’Amico, ha risposto alla richiesta di soccorso e salvato tre uomini a 50 miglia da Panama

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Panama – Il segnale di allarme si è accesso sugli schermi della sala di controllo della Guardia Costiera statunitense alle 4:15 dello scorso sabato. Il segnale proveniva da un Epirb registrato a nome della Even Star una barca a vela di 42 piedi.

La guardia costiera con i dati provenienti dalla registrazione dell’Epirb, ha potuto chiamare la famiglia del proprietario della barca, la quale ha comunicato cha a bordo c’erano 3 persone che stavano andando dalla California a Panama.

La Guardia Costiera ha chiesto l’intervento dell’Automated Mutual-Assistance Vessel Rescue (AMVER), un'organizzazione che riunisce un numero elevato di navi che si sono impegnate e attrezzate a portare soccorso su richiesta.

All’AMVER aderisce anche la flotta italiana che fa capo al Gruppo D’Amico che in quel momento aveva a 30 miglia dalla sorgente del segnale, la nave Glenda Meryl che ha subito deviato la rotta per andare a cercare la barca ormai quasi del tutto affondata.

I naufraghi sono stati trovati alle 5,30 del pomeriggio di domenica 31 marzo sull’autogonfiabile in dotazione alla Even Star e sono stati tratti in salvo.

Il salvataggio non è stato semplice per via delle condizioni del mare che presentava onde molto formate che rischiavano di sbattere l’autogonfiabile violentemente contro le murate della nave nonostante questa avesse manovrato per tenere i naufraghi sottovento.

I tre uomini stanno bene e non hanno riportato ferite. I tre hanno raccontato che la barca ha iniziato a fare acqua venerdì sera e sabato mattina hanno capito che le pompe non ce l’avrebbero fatta a mantenerla a galla e così sono stati costretti ad attivare l’Epirb e ad abbandonare la barca che stava affondano.

“L’epirb è l’artefice di questo salvataggio – ha dichiarato il Capitano Michael Eagle, comandante dell’11esimo distretto della Guardia Costiera che ha coordinato il salvataggio. – Abbiamo apprezzato molto la risposta molto veloce degli italiani e dell’aviazione panamense che ci ha aiutato a mantenere le comunicazioni attraverso la sua stazione radio, ma senza il segnale d’allarme iniziale dell’Epirb, nessuno avrebbe mai saputo che questi uomini erano in pericolo. Continuiamo ad appellarci a tutti i diportisti perché a bordo abbiano sempre un Epirb regolarmente registrato."