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mercoledì 25 novembre 2020

Un salone di Parigi vittima degli scioperi

Si è aperto il Nautic di Parigi, ma è vuoto

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Parigi (Francia) – Sembra di essere tornati al 2010, negli anni più neri della grande crisi quando nessuno voleva più sentire parlare di barche. Come allora i corridoi del Nautic, il salone nautico di Parigi che ha aperto i battenti sabato scorso, sono vuoti, le poche persone presenti sono gli operatori, ma di visitatori ce ne sono proprio pochi. La colpa è degli scioperi.

Nella civilissima Francia gli scioperi sono tutti selvaggi, non si sa né quando iniziano né quando finiscono, così paralizzano il paese. La settimana scorsa è iniziato uno sciopero dei trasporti e a ieri ancora non si sapeva quando questo finirà.

Le conseguenze sono voli aerei annullati, niente treni, non funziona neanche lo shuttle senza conducente che porta i passeggeri dall’aeroporto di Orly ai treni per Parigi e, logicamente, non funzionano neanche i treni. Tutto ciò ha fatto sì che le persone non siano venute al Nautic solo perché non sapevano come fare.

Il salone, oltre all’assenza di visitatori, è sempre più piccolo e più dominato dalle società di charter. Dei due padiglioni che una volta contenevano le barche a vela, ora ne è rimasto solo il 40% di uno. Sono presenti solo i cantieri maggiori e non tutti, nessun cantiere non industriale che non sia francese ha partecipato.

Di contro, però, se si vuole vedere un modello dei grandi cantieri, questo è probabilmente il salone giusto. Qui si avrà tutto il tempo e tutta l’attenzione che si desidera per guardare bene la barca che si intende comprare.

Se, invece, si cercano le novità, non è Parigi il salone dove venire, tutti i cantieri hanno ormai spostato le loro world premiere al Salone di Cannes a settembre e al sole di Dusseldorf a fine gennaio.