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giovedì 26 novembre 2020

La nautica penalizzata dalla situazione dei trasporti in nord Italia

I costi di trasporto a volte diventano insostenibili

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Il Ministro delle Infrastrutture e Trasporti Paola De Micheli la scorsa settimana ha inaugurato il nuovo viadotto “Madonna del Monte”, uno dei nodi sul lato più a monte della A6 Torino – Savona. Si tratta senza dubbio di una boccata d’ossigeno per la viabilità dei trasporti eccezionali, la cui realizzazione è avvenuta a tempo di record.

Ma questo non annulla i gravi disagi che i cantieri stanno vivendo per la situazione dei trasporti nel Nord Ovest del Paese. Chiusure, lavori e interdizioni al traffico, stanno mettendo in ginocchio l’industria nautica e le infrastrutture del territorio ligure che ne sono il naturale sbocco al mare.

Rimane critica la viabilità fra Piemonte e Lombardia con la Liguria a cause di moltissime chiusure, fra cui quelle dei viadotti Bormida (A26 tra Ovada e Alessandria) e Andona (tra Asti Ovest e Villanova D’asti, in entrambe le direzioni), quella del tratto compreso tra l’allacciamento con la A10 e lo svincolo per Masone – che non consente l’accesso a Genova Voltri – e quella del casello di Celle Ligure – che penalizza i vari a Varazze.

Queste e altre restrizioni costringono i cantieri nautici ad acquisire autorizzazioni al trasporto eccezionale su tratte molto lunghe, con costi molto elevati che incidono fortemente sui ricavi dei cantieri stessi.

Si sono verificati anche casi, come quello di Absolute Spa, in cui la sola possibilità di consegnare una nave da diporto a un cliente americano in Tirreno, è stata quella di portarla a Trieste, qui vararla e poi farla navigare intorno alla penisola con costi di carburante e personale molto elevati.

Anche dove autorizzati in deroga, la concentrazione dei trasporti eccezionali in alcune limitate finestre temporali, crea intasamento e difficoltà di deflusso e ancora altri costi.

I trasporti eccezionali degli scafi da allestire che arrivano a convoglio presso lo stesso stabilimento che deve completarli crea dei problemi a volte molto seri: turni di straordinari, carenze di personale che si trova a gestire due, tre grandi scafi alla volta. Il tutto contribuisce all’aggravio dei costi. Costi inutili che non migliorano in nulla il prodotto finale ma che rendono solo il cantiere meno competitivo.

Alla criticità della situazione si aggiungono le ispezioni ministeriali che comportano delle ulteriori restrizioni al transito di trasporti eccezionali con preavvisi ridottissimi.