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La Vendée Globe e i media crew che sfidano l’impossibile

Elicotteri, droni, cameramen e fotografi, per dare la caccia alle immagini più belle della regata più dura

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Les Sable D’Olonne (Francia) – Il villaggio della Vendée Globe, la regata più dura del mondo che partirà il prossimo 6 novembre da Les Sable d’Olonne in Francia, sull’Atlantico, è aperto. I 29 IMOCA che parteciperanno a questo giro del mondo in solitario senza assistenza e senza scalo, arrivano una dopo l’altro. Fotografi e cameramen battono le banchine per catturare le immagini migliori dei preparativi, ma quelle più belle le prenderanno in mare.

Oggi, tutte le regate dipendono dai media, una regata esiste, trova gli sponsor e quindi le barche che vi partecipano, grazie ai media, la copertura dei giornali di settore e di extra settore è fondamentale, ma i giornali per coprire una regata vogliono immagini, centinaia di immagini e più queste sono belle più i giornali le pubblicano.

Una dinamica che regate come la Coppa America o la Volvo Ocean Race hanno capito molto bene. Quest’ultima è arrivata a imbarcare per ogni barca un media crew, un giornalista in grado di fare fotografie e video da mandare all’organizzazione e che garantisce un flusso costante di materiale eccezionale.

Ora anche la Vendée Globe, che su questo fronte è sempre stata un po’ carente, cerca di organizzarsi anche se in questa regata i budget sono immensamente più piccoli di quelli a disposizione della VOR o della Coppa America.

Per questa edizione ogni team che partecipa alla regata dovrà fornire all’organizzazione tre tipi di immagini:
a)immagini prese a terra prima della partenza e con un drone durante gli allenamenti o alla partenza della regata
b)immagini da drone o elicottero quando le barche sono ancora vicino a terra
c)immagini da elicottero quando le barche sono più distanti da terra e sino alla portata massima degli elicotteri. In particolare gli elicotteri dovranno essere usati in burrasca con venti preferibilmente superiori a 40 nodi. Situazione in cui i droni non possono volare.

Tutte le immagini dovranno poi essere messe a disposizione dell’organizzazione che le metterà nel settore stampa del sito della Vendée Globe a disposizione dei media di tutto il mondo.

Per i fotografi e i cameraman, un lavoro che a volte si può fare pericoloso. Gli elicotteri volano senza portiere e chi riprende le immagini è con le gambe fuori dall’elicottero legato a questo e sempre in una situazione di equilibrio instabile. Quando in mare ci sono 40 nodi di vento e le onde sono alte diversi metri, gli schizzi arrivano sino a dentro l’elicottero, tutto è bagnato e scivoloso e lavorare è un inferno, ma più sono dure le condizioni, più le immagini sono belle.