
Il nuovo Dufour 39 segna un passaggio interessante nella produzione del cantiere francese. Negli ultimi anni, come è accaduto a buona parte dei grandi produttori di barche a vela, l'evoluzione della gamma Dufour si era concentrata molto sul comfort, sui volumi e sulla vita all'ancora. Con il 39 questa impostazione non viene abbandonata, ma torna ad avere un peso importante anche un'altra componente storica del marchio: le prestazioni a vela.
La novità non consiste soltanto nelle forme della carena disegnata da Umberto Felci insieme a Luca Ardizio, ma soprattutto nella possibilità di configurare la stessa barca in modi molto differenti. Dufour propone infatti il 39 con tre filosofie: una configurazione essenziale, una orientata maggiormente al comfort e una decisamente più sportiva.
Ed è proprio quest'ultima a rendere il Dufour 39 particolarmente interessante per quegli armatori che vogliono utilizzare la stessa barca per andare in crociera durante l'estate e partecipare durante l'anno alle regate di circolo.
Meno attrezzature da crociera, più spazio alla vela
La tendenza degli ultimi anni sulle barche da crociera è stata quella di trasformare sempre di più il pozzetto in uno spazio dedicato alla vita all'ancora: grandi tavoli, piattaforme bagno, cucine esterne, sedute e zone prendisole.
Il Dufour 39 può essere configurato esattamente in questo modo. Nella versione più confortevole può avere la grande piattaforma di poppa removibile, la Seaside Kitchen con cucina esterna, il tavolo in pozzetto e una serie di soluzioni dedicate soprattutto alla permanenza all'ancora.
Ma la cosa interessante è che non è obbligatorio avere tutto questo.
Nella configurazione più essenziale la poppa rimane aperta, mentre scegliendo l'allestimento Performance parte dello spazio e dell'attrezzatura torna ad essere dedicata alla regolazione delle vele.
È una scelta apparentemente semplice, ma significativa. Significa poter avere una barca relativamente moderna e abitabile senza essere costretti ad aggiungere peso e attrezzature che servono principalmente quando la barca è ferma.
Per chi vuole partecipare alle regate di circolo questo può fare una differenza importante.
Torna il trasto della randa e aumenta la superficie velica
Uno degli elementi più evidenti dell'allestimento Performance è il ritorno della rotaia del trasto della randa in pozzetto.
Sulle moderne barche da crociera questa attrezzatura è stata quasi sempre eliminata, spostata sulla tuga o sostituita da sistemi più semplici per liberare completamente il pozzetto.
La ragione è comprensibile: il trasto occupa spazio e durante la vita all'ancora può diventare scomodo. Ma dal punto di vista della regolazione della randa rimane uno strumento estremamente efficace.
Sul Dufour 39 Performance il cantiere torna quindi a privilegiare la possibilità di regolare in maniera più precisa l'angolo di tiro della randa, una soluzione molto più vicina alla filosofia di una barca sportiva che a quella di un puro cruiser.
Il pacchetto Performance comprende inoltre sei winch, quattro Harken Performa T46 sulle masche del pozzetto e due T40 sulla tuga, oltre a sistemi più evoluti per la regolazione del genoa.
Anche il piano velico può diventare più sportivo.
Il Performance Pack prevede una randa square-top Elvström EKKO Offshore e un genoa al 108%, mentre sono disponibili sistemi per Code 0 e gennaker. A questi si può aggiungere un albero Performance, proposto dal cantiere insieme a un boma maggiorato.
Il risultato è una barca che, pur mantenendo gli interni e i volumi di un moderno cruiser di 12 metri, può essere equipaggiata con un'attrezzatura molto più vicina alle esigenze di chi vuole realmente regolare le vele e non semplicemente issarle.
Anche la scelta del timone singolo va nella stessa direzione. Dufour sottolinea come questa soluzione sia stata scelta per garantire una risposta più diretta e precisa al timone, mentre la carena a spigolo è stata studiata cercando di contenere la superficie bagnata.
Il Dufour 39 è lungo 12 metri, largo 4,10 metri e ha un dislocamento a vuoto dichiarato di circa 8.600 chilogrammi.
Un cruiser che può tornare a fare le regate
Probabilmente è proprio questo l'aspetto più interessante del nuovo Dufour 39.
Non nasce come barca da regata e sarebbe sbagliato considerarlo tale. Rimane un cruiser moderno, con grandi volumi interni, due possibili configurazioni a due o tre cabine e tutti gli equipaggiamenti richiesti oggi da chi utilizza la barca soprattutto per la crociera.
Ma Dufour permette all'armatore di non trasformarla necessariamente in un piccolo appartamento galleggiante.
Si può rinunciare alla cucina di poppa e alla grande configurazione dedicata alla vita all'ancora, mantenere una poppa più semplice, riportare il trasto della randa nel pozzetto, aumentare la superficie velica e dotare la barca di un'attrezzatura di coperta adeguata a regolazioni più precise.
Per molti armatori potrebbe essere esattamente quello che mancava.
Una barca sulla quale trascorrere due settimane in crociera con la famiglia, ma che il sabato successivo possa presentarsi sulla linea di partenza della regata del proprio circolo senza avere la sensazione di portarsi dietro una quantità di attrezzature pensate esclusivamente per stare fermi in rada.
Ed è anche un piccolo segnale di cambiamento: Dufour sembra voler ricordare che una barca a vela, prima di essere una casa sul mare, può ancora essere una barca costruita per il piacere di navigare.
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