
Al prossimo Cannes Yachting Festival, in programma dall’8 al 13 settembre 2026, si parlerà anche di “slow nautisme”, una filosofia che propone un modo diverso di utilizzare la barca: meno attenzione alla velocità e alle miglia percorse, più tempo dedicato alle soste, alla scoperta delle coste e alla vita a bordo. Un concetto che sta cominciando a trovare spazio anche nell’industria nautica e che l’importante salone vuole mettere in evidenza nella sua 49ª edizione.
Lo slow nautisme cambia il rapporto con la barca
Il termine richiama direttamente lo “slow tourism”, ma applicato alla navigazione significa soprattutto cambiare il rapporto con la barca. Non si tratta necessariamente di andare piano, quanto di ridurre l’importanza della destinazione e del tempo necessario per raggiungerla. La barca diventa così uno strumento per vivere il territorio dal mare, fermarsi più a lungo nelle baie e nei porti e organizzare itinerari più brevi.
È un cambiamento apparentemente culturale che, in realtà, può avere conseguenze anche sul modo in cui vengono progettate le barche. Se diminuisce l’importanza della velocità, aumentano quella dell’autonomia, del comfort, dell’efficienza energetica e della possibilità di rimanere a bordo per periodi più lunghi. Il concetto si lega quindi a molte delle tendenze che negli ultimi anni stanno entrando nella nautica: propulsioni ibride ed elettriche, pannelli solari, maggiore capacità energetica e sistemi che permettono di ridurre l’utilizzo del generatore e un certo ritorno alla vela.
La vela è la regina dello slow tourism
La vela è per sua natura la regina dello “slow tourism”. Una barca a vela è già, per sua natura, un mezzo con il quale il viaggio assume un’importanza almeno pari alla destinazione. Ma anche nel settore dei catamarani e delle barche a motore il cambiamento è evidente: aumentano i modelli progettati intorno alla permanenza a bordo e al rapporto diretto con il mare, mentre autonomia e consumi stanno diventando argomenti commerciali sempre più importanti.
La crescita dei trawler, delle navette dislocanti e dei catamarani e una leggera rimonta della vela nella divisione del mercato ne è la conferma.
Il fenomeno non significa però che il mercato stia abbandonando prestazioni e velocità. A Cannes continueranno a esserci motoryacht potenti, barche a vela sportive e modelli nei quali le prestazioni rappresentano uno degli elementi principali del progetto. Lo slow nautisme indica piuttosto la crescita di una seconda sensibilità, nella quale l’utilizzo della barca conta più della necessità di arrivare rapidamente da un punto all’altro.
Cannes Yachting Festival 2026, un osservatorio sul cambiamento
Il Cannes Yachting Festival 2026 offrirà un osservatorio particolarmente interessante per capire quanto questa tendenza sia concreta. Il salone si svolgerà come di consueto tra il Vieux Port e Port Canto, con quest’ultimo dedicato in particolare alla vela e con circa 120 monoscafi e multiscafi annunciati.
Anche l’organizzazione ha inserito tra i temi del salone innovazione e nuove modalità di vivere il mare, mentre un percorso specifico, l’Innovation Route, permetterà di individuare prodotti e soluzioni innovative presenti tra gli espositori.
Lo slow nautisme potrebbe quindi essere qualcosa di più di una definizione costruita intorno a una tendenza. Se autonomia, consumi, sostenibilità e qualità del tempo trascorso a bordo continueranno ad acquisire importanza nelle decisioni degli armatori, anche i cantieri saranno costretti a tenerne conto. E Cannes, dove ogni settembre arrivano molti dei nuovi modelli destinati alla stagione successiva, sarà uno dei primi luoghi nei quali capire se questo cambiamento è già cominciato.
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