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giovedì 13 agosto 2026
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Qualcuno ha sparato alle orche, avvistato esemplare con colpi di pallettoni sulla pinna dorsale

L’orca Toñi, una delle più conosciute dello Stretto di Gibilterra, è stata fotografata con ferite compatibili con colpi d’arma da fuoco.

La pinna di Toni una delle orche più longeve che vive vicino allo stretto di Gibilterra riporta dei colpi di fucile sulla pinna dorsale
La pinna di Toni una delle orche più longeve che vive vicino allo stretto di Gibilterra riporta dei colpi di fucile sulla pinna dorsale
Gais Gais Gais
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Una delle orche più conosciute dello Stretto di Gibilterra è stata fotografata con una serie di ferite sulla pinna dorsale che, secondo gli esperti del Grupo de Trabajo Orca Ibérica (GTOA), sarebbero compatibili con i pallini sparati da un fucile da caccia. L’esemplare è Toñi, una delle matriarche della popolazione di orche iberiche che vive tra lo Stretto e il Golfo di Cadice.

Le fotografie sono state scattate nei giorni scorsi nelle acque dello Stretto e mostrano diversi segni concentrati sulla pinna dorsale e sul dorso dell’animale. A segnalare il caso è stato il GTOA, che ha analizzato la disposizione delle lesioni avanzando l’ipotesi che possano essere state provocate da un colpo di fucile caricato a pallettoni.

Secondo il gruppo di ricerca, le ferite sarebbero compatibili con l’impatto di sfere di piombo di circa 9 millimetri di diametro, simili a quelle utilizzate nelle cartucce per la caccia al cinghiale. La disposizione dei segni sarebbe inoltre coerente con quella dei nove pallettoni contenuti in alcuni tipi di munizioni calibro 12/70. Valutando la dispersione dei proiettili, gli esperti ipotizzano che, se l’origine delle ferite fosse confermata, il colpo potrebbe essere stato esploso da una distanza inferiore ai 15 metri.

Al momento, tuttavia, non esiste una conferma definitiva che qualcuno abbia sparato a Toñi. L’ipotesi deriva dall’osservazione delle ferite e dovrà essere verificata attraverso valutazioni veterinarie e scientifiche. Non è stato inoltre identificato pubblicamente un eventuale responsabile.

Toñi, la matriarca delle orche iberiche

Toñi, identificata nel catalogo scientifico come IB1/A-001, occupa un posto particolare nella piccola popolazione di orche iberiche. Orca Ibérica ne stima l’età intorno ai 50 anni e la considera l’esemplare più longevo conosciuto della popolazione. È una delle orche regolarmente osservate nelle acque dello Stretto, dove questi cetacei seguono soprattutto gli spostamenti del tonno rosso.

La popolazione iberica è sottoposta a tutela e da anni viene seguita attraverso programmi di foto-identificazione che permettono ai ricercatori di riconoscere i singoli animali dalle caratteristiche della pinna dorsale e dalle macchie presenti sul corpo. Proprio questo monitoraggio ha permesso di individuare rapidamente le nuove lesioni di Toñi.

Non sarebbe il primo episodio

Il sospetto che qualcuno possa aver sparato contro un’orca riporta alla memoria quanto accaduto nell’agosto del 2023, quando un video mostrò l’equipaggio di un catamarano da diporto mentre effettuava alcuni colpi, o utilizzava dispositivi esplosivi, contro un’orca a circa sette miglia da Tarifa. In quell’occasione la Guardia Civil riuscì successivamente a identificare i membri dell’equipaggio.

Il nuovo episodio arriva mentre il rapporto tra diportisti e orche nello Stretto continua a essere particolarmente delicato. Dal 2020 alcuni esemplari hanno sviluppato un comportamento che li porta ad avvicinarsi alle imbarcazioni, soprattutto a vela, concentrando spesso le interazioni sui timoni. In alcuni casi i danni sono stati sufficientemente gravi da provocare la perdita dell’imbarcazione.

Nel 2026 il fenomeno è tornato a crescere: fino alla metà di luglio i centri di Salvamento Marítimo di Tarifa e Cadice avevano registrato 31 interazioni, contro le 17 dell’intero 2025. Le autorità spagnole continuano tuttavia a sottolineare che non ci sono elementi per interpretare questo comportamento come un’aggressione deliberata contro le persone.

Le orche sono protette

La normativa spagnola vieta di uccidere, catturare, inseguire o disturbare deliberatamente questi cetacei. Il governo ha inoltre adottato uno specifico piano di conservazione per la popolazione dello Stretto di Gibilterra e del Golfo di Cadice.

Per i naviganti il Ministero spagnolo raccomanda, in caso di interazione, di non fermare l’imbarcazione ma di dirigersi verso la costa e acque meno profonde, evitando comportamenti che possano ferire o disturbare gli animali. Gli incontri devono inoltre essere comunicati a Salvamento Marítimo.

Le ferite fotografate sulla pinna di Toñi aprono quindi un nuovo capitolo nella difficile convivenza tra navigazione e orche iberiche. Prima di stabilire cosa sia realmente accaduto sarà però necessario confermare scientificamente la natura delle lesioni e capire quando e dove siano state provocate.

© Riproduzione riservata

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