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Vendée Globe: benvenuti nell’Oceano del Sud

Il Vendée Globe, la regata delle regate, continua. Apivia prova a “tirare” la fuga, il gruppo è pronto a ricucire e Pedote resta con i primi

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Il Vendée Globe più imprevedibile delle ultime edizioni è ufficialmente entrato nel Southern Ocean e la testa della regata sta superando la latitudine di Capo Buona Speranza.

I primi albatros volano sulla testa della flotta, il mare diventa scuro e il cielo è come una coperta grigia e compatta.

Ai 40 gradi sud le depressioni sono come delle palle da bowling che rotolano da ovest verso est, gli skipper devono stare attenti a non farsi travolgere e a stare nella posizione giusta per tramutare i fronti freddi in possibilità di fare velocità.

Per fare questo occorre navigare alla stessa velocità delle depressioni, per stare sempre davanti a loro, dove le condizioni sono migliori, e non farsi scavalcare finendo indietro dove il mare grosso può fare danni seri.

E’ questo quello che sta cercando di fare il leader Charlie Dalin, in fuga con 237 miglia di vantaggio su Thomas Ruyant che però ha la sua Linkedout priva di un foil dopo la rottura, e quindi alterna velocità importanti mure a sinistra ad altre decisamente più contenute quando naviga mure a dritta senza foil.

Il ‘vecchio’ Le Cam è stato raggiunto e superato, in terza posizione troviamo adesso Kevin Escoffier su PRB. Un dato quest’ultimo molto interessante, perché PRB è una barca che era stata progettata per il Vendèe Globe 2012, adesso riaggiornata con foil di ultima generazione e rivelatasi molto competitiva.

A proposito di foil: Corum ha disalberato, Charal ha avuto problemi nella prima parte di regata e adesso insegue in ultima posizione, Hugo Boss si è ritirata, Linkedout come detto ha rotto un foil, insomma il battesimo del Vendée Globe per le barche di ultima generazione è stato tutt’altro che semplice.

Dalin su Apivia è l’unico degli skipper in possesso di una barca nuova che non ha avuto problemi, un dato che alla fine del giro del mondo dovrà essere analizzato con molta attenzione dai progettisti e dagli organizzatori della regata.

Ottimo Giancarlo Pedote che è risalito fino alla decima posizione e adesso si trova a 510 miglia dal leader mentre cavalca una depressione. Prysmian Group dovrà correre per restare agganciato a questo gruppo e non perdere il sistema meteo su cui navigano i leader.

Adesso nel Southern Ocean è importante rimanere nello stesso sistema, perdere il treno di una depressione significa restare per molte ore in una zona senza vento in attesa che da dietro ne arrivi un’altra, lasciando per strada tantissime miglia.

Pedote sembra avere una barca abbastanza rapida per potere restare sulla scia dei primi soprattutto in condizioni dure dove Apivia e Linkedout probabilmente saranno costretti a tirare un po’ il freno.

In definitiva questo Vendée Globe resta più aperto e incerto che mai. All’ingresso dell’Oceano Indiano tutto può succedere, tutti possono potenzialmente prendere la testa della corsa al minimo errore del leader. Charlie Dalin e Apivia sono avvisati.

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